 |
 |
 |
| RIETI, ANCORA DENTRO IL CANILE… FINALMENTE VERSO LA NORMALITA’??? |
31 marzo 2005
Un doveroso aggiornamento per chi ci è sempre vicino moralmente, riprendendo punto per punto gli argomenti del nostro scritto di gennaio.
|
| LA NOSTRA PRESENZA IN CANILE |
Siamo sempre qui… insieme a loro.
Il nostro impegno settimanale non può ancora cambiare, ma ormai ci sembra di essere lontani anni luce dal passato aberrante che abbiamo conosciuto.
Oggi “visitare” il canile significa percorrere quattro blocchi lunghi circa 40 metri l’uno, con box tutti uguali in fila a destra e sinistra delle dimensioni di due metri per sei.
Oggi non dobbiamo più percorrere spirali contorte affannandoci a “scoprire” nuovi meandri contenenti anime di cui non ci eravamo mai accorti prima.
Oggi, dopo aver temporaneamente numerato i box con il più classico dei pennarelli indelebili, sappiamo che partendo dal numero 1 e arrivando al numero 158 abbiamo potuto vedere e salutare TUTTI I CANI PRESENTI IN CANILE, senza dimenticare nessuno.
Ci sono ancora cani che muoiono, cani da curare, cani a rischio, cani da spostare, cani da portare via per le più svariate ragioni ma… la sensazione che si prova oggi uscendo è diversa: oggi ci si può cominciare ad illudere di avere la situazione sotto controllo.
|
| ACCESSIBILITA’ E ALTRE PRESENZE IN CANILE |
Non ci risulta che siano avvenuti sostanziali cambiamenti in questi due mesi: le persone che ruotano intorno al canile sono sempre le stesse.
Sembra che il proprietario, nel periodo in cui il canile di Rieti finiva sui giornali ogni settimana, avesse lanciato una sorta di appello televisivo chiedendo la collaborazione di volontari locali… secondo quanto ci riferisce, ad oggi NESSUNO ha ancora chiesto di poter entrare a fare del volontariato “classico” dove per “classico” si intende quello in cui non si possa prescindere dal contatto “materiale” con i cani… insomma... quello che ti fa uscire dal canile ridotto come uno zerbino a furia di leccate e zampate ricevute, compresi gli schizzi che ti arrivano in faccia quando un cane ti salta addosso subito dopo che il box è stato pulito (e insieme all’acqua ci sono inevitabilmente residui poco “profumati”…), compresa la puzza che ti rimane addosso dopo aver per esempio tosato un cane che non vedeva un paio di forbici da qualche anno, ecc. ecc.
Per non lasciare spazio ad eventuali dubbi, PRECISIAMO che non c’è alcuna polemica in queste nostre parole: chi ci segue sa quali sono i nostri impegni e le nostre passioni quotidiane. Chi ci conosce sa che non riusciamo proprio a calarci nel ruolo di “volontari” in un canile perché abbiamo fatto altre scelte. Quindi credeteci quando vi diciamo che se sapessimo dell’esistenza di volontari che si recano nel canile di Rieti per vegliare su questi cani e tenere loro un po’ di compagnia saremmo più felici di chiunque altro: prima di tutto perché buona parte di loro avrebbe finalmente le carezze e le attenzioni che non ha mai avuto e che ovviamente noi non riusciamo a dare a tutti e poi, egoisticamente, perché anche noi potremmo rientrare nella nostra normalità e dedicarci di nuovo, finalmente e completamente, agli ospiti del Rifugio scegliendo i prossimi in modo molto più sereno, sapendo che chi rimane non è più solo...
Da sottolineare una nuova presenza importante: quella del direttore sanitario!!! E’ presente quasi ogni giorno, come ci è stato riferito e come abbiamo potuto constatare anche noi, ogni volta che ci siamo recati in canile (anche senza preavviso…).
CI AUGURIAMO CHE DIVENTI UNA BUONA ABITUDINE…
|
| LE CONDIZIONI DEI CANI |
E qui ci sono stati dei cambiamenti radicali, molti sicuramente positivi e molti purtroppo negativi.
Ancora una volta la fretta e la burocrazia hanno scavalcato principi fondamentali... Finita la nuova struttura, sembra che il proprietario abbia ricevuto l’ordine di dismettere completamente i vecchi box, trasferendo tutti i cani IMMEDIATAMENTE in quelli appena realizzati molti dei quali, tra l’altro, ancora privi di massetto. Pena la chiusura del canile.
Pur auspicando da sempre che le cose si risolvessero nel più breve tempo possibile, oggi siamo costretti a chiederci come mai tutta questa fretta e la pretesa di risolvere problemi annosi in pochi giorni a discapito, manco a dirlo, dell’incolumità dei cani...
Lo spostamento dei cani nella nuova struttura ha ovviamente rivoluzionato il loro modo di vivere: da veri e propri “loculi” bui e sporchi, in cui vivevano o isolati o ammucchiati in spazi minimi da anni, sono stati spostati in nuovi box di 12 metri quadrati, inondati dalla luce del sole e inevitabilmente in gruppi…
I cani ora vivono in “società”: da 2 fino a 6 in un box, secondo la taglia… il cane è senza dubbio un animale da branco, ma la creazione di box più ampi ha portato ad averne un numero di gran lunga inferiore al precedente. Questo ha significato dover imporre una repentina convivenza fra cani che spesso avevano passato molti anni in completo isolamento, con un numero elevato di maschi rispetto a quello delle femmine.
Inutile dire che, nonostante i tentativi di creare gruppi omogenei, le cose non sono andate tutte per il verso giusto anche se incredibilmente si sono creati equilibri inattesi.
Non ci abitueremo mai alla perdita di nessuno, ma chi ha più esperienza di noi in fatto di canili afferma che qualche aggressione e un decesso ogni tanto sono numeri assolutamente sotto la media in un canile così affollato... dovremo adeguarci alle statistiche?
Sulla pulizia e sull’organizzazione c’è ancora da discutere… in questo posto sembra davvero difficile riuscire ad acquisire un metodo. A volte il canile è pulito già alle 11 del mattino, a volte alla fine del turno di lavoro trovi le cose “lasciate a metà”.
L’operaio “storico” e l’altro ragazzo che hanno lavorato lì nel periodo peggiore non ci sono più… anche stavolta preferiamo non entrare nel merito delle motivazioni.
Oggi ci sono altri due ragazzi, uno che sembra avere già esperienza del lavoro in canile, l’altro che sembra avere buona volontà… ma sono ancora SOLO DUE: anche se “tecnicamente” potrebbero riuscire a pulire e dare da mangiare e bere ai cani tutte le mattine, non hanno certo il tempo sufficiente per socializzare con loro, accorgersi di tutto quello che potrebbe andare “storto”, assistere al pasto nei box in cui ci sono cani dominanti che non lasciano mangiare i compagni, ecc. ecc.
Al posto delle vecchie padelle unte e dei vecchi contenitori in plastica rosicchiata ci sono nuove ciotole in acciaio, ma ancora senza supporti per cui il più delle volte le trovi sottosopra con le crocchette per terra; i secchi (per la maggior parte ancora quelli vecchi) sono stati inseriti in blocchi di cemento, ma spesso i cani riescono a sfilarli e rovesciarli comunque; in quasi tutti i box ci sono nuove pedane in legno.
Vuoi per i litri di prodotti che abbiamo usato nei mesi precedenti, vuoi perché le strutture ed i materiali sono nuovi, vuoi perché la luce e l’aria sono nemici dei parassiti, insomma… la rogna sembra quasi del tutto debellata!!! C’è ovviamente qualche maledetto acaro recidivo che proprio non se ne vuole andare, ma a volte noi stessi abbiamo avuto difficoltà a riconoscere in cani dal pelo lucido e folto ciò che fino a pochi mesi prima era un cumulo di povere pelli martoriate.
Un’ultima precisazione che vale la pena sottolineare, perché per noi ormai è un dato di fatto ma forse non è chiaro a tutti: questi cani NON SONO MAI USCITI dai loro box per fare una sgambatina... MAI IN TUTTA LA LORO VITA... a meno che qualcuno riesca a considerare una “passeggiata” lo spostamento da un box all’altro...
|
| IL NUMERO DEI CANI |
Siamo finalmente riusciti a contare TUTTI i cani, uno per uno!!! Oggi i cani sono poco meno di 500, distribuiti in 158 box.
A breve comincerà il censimento per capire “chi” è rimasto (dopo sparatorie, furti e sparizioni varie), con verifica dei tatuaggi e contestuale inserimento di microchip.
Forse verrà finalmente creato il registro delle presenze e dei trattamenti, forse verranno create le schede individuali dei cani... forse verrà fatto un altro passo verso la normalità...
|
| LA CURA DEI CANI |
Anche qui qualcosa sembra essere cambiato: non sappiamo quale accordo sia stato raggiunto tra asl e proprietario, ma sta di fatto che il direttore sanitario è spesso presente e che vengono somministrate regolarmente terapie antibiotiche a chi ne ha necessità. Sono stati effettuati “in loco” anche diversi interventi di sterilizzazione dei maschi e di “cuciture” di cani feriti.
Ma l’attenzione non cala: sta per arrivare l’emergenza parassiti!!! Ci auguriamo che stavolta si provveda in tempo e speriamo di non dover più vedere cani dal corpo letteralmente ricoperto di zecche come l’anno scorso...
|
| LA VITA DEI CANI |
Non vorremmo essere troppo ottimisti, ma sembra che la “caccia al cane” sia temporaneamente sospesa... Non abbiamo più avuto notizia di cani morti ammazzati nei campi circostanti, ma non ci facciamo troppe illusioni... Sappiamo bene che, se si ripresenteranno le condizioni, il fucile tornerà a sparare. Il tempismo del recente passato fa a pugni con la casualità e la presunta pazzia dello sparatore…
Al momento dobbiamo concentrarci sulla vita dei cani all’interno del canile: i rischi non saranno mai del tutto debellati e purtroppo, a volte, non ci sono campanelli d’allarme che facciano presagire qualche tragedia.
Non possiamo dimenticare, tra l’altro, che approssimativamente un terzo dei cani presenti è in canile da almeno sette anni, che un altro terzo è in canile da cinque-sei anni e che un altro terzo è entrato in canile negli ultimi quattro anni.
Quasi tutti i cani sono oggettivamente anziani, o ritenuti anziani dalla maggior parte delle persone, il che significa scarsissima possibilità di adozione e comunque poco tempo rimasto a disposizione della maggior parte di loro per poter scoprire cosa significa vivere fuori da una gabbia...
|
| LE ISTITUZIONI |
Nessuna novità... Qualche alzata di voce da parte della asl nei confronti del proprietario e qualche comune che comincia a chiedere di poter vedere i propri cani... Insomma: niente di eclatante.
Di fronte a fatti gravi permane l’atteggiamento di sempre: minacce tiepide che cadono nel nulla, quell’indolenza ormai atavica, cronica, che ha caratterizzato il corso di questi ultimi venti anni…
Fuori dai denti: qui il cane, in quanto essere vivente, non viene proprio preso in considerazione!
|
| LA STRUTTURA |
Come già detto, la struttura è quasi completata: mancano ancora alcuni massetti nei box e sorge spontanea una domanda... dove sposteranno i cani per finire i lavori, visto che i box sono tutti saturi?
Il nuovo canile è composto da quattro blocchi allineati, ognuno suddiviso in 40 box (il primo blocco ne ha 38). Ogni box è largo circa due metri e lungo circa sei di cui uno e mezzo coperto.
C’è ancora qualche “problemino” con le fogne (contropendenze dei tubi...) ma la settimana scorsa stavano già tentando di risolverli.
Si sta impiegando più tempo per le “rifiniture” di quello che è servito per mettere in piedi l’intera struttura, ma le squadre di operai sono spesso presenti e speriamo che diano un’accelerata per finire prima dell’estate.
|
| ASSOCIAZIONI PIU’ O MENO FAMOSE, VOLONTARI & CO. |
Per ora sembra regnare il silenzio... ma qualcosa ci dice che presto spunterà qualcuno per accaparrarsi meriti o magari per offrire plateali aiuti.
Adesso che la situazione si sta regolarizzando...
Adesso che non si affonda più nella merda entrando nei box a curare un cane...
Adesso che meno di prima c’è bisogno di entrare nei box per vedere i cani, perché sono tutti lì, aggrappati alle reti tutte uguali lungo i corridoi in cui si può camminare senza più sporcarsi...
Adesso che i malati sono quasi tutti guariti ed i morti sono sepolti...
Adesso che, anche noi increduli, vediamo per la prima volta cani che giocano fra loro...
Adesso forse sì che vedremo delegazioni di associazioni animaliste “in visita” al fantomatico canile di Rieti e chissà, magari porteranno in dono copertine e biscottini cercando un lager che forse non c’è più...
Ben vengano se non sarà una scusa per mettersi “l’anima in pace” ed illudersi che andrà tutto bene, se una visita in grande stile sarà solo l’inizio di una supervisione attenta, costante e costruttiva, se qualcuno si accorgerà che forse non è proprio di biscottini che quei cani hanno bisogno e soprattutto... ben vengano se a dimostrazione PRATICA (e non solo teorica) del loro impegno animalista, prima che i cancelli del canile si chiudano alle loro spalle, decideranno di portare via un detenuto da viziare e coccolare fino alla fine dei suoi giorni.
E infine... ben vengano coloro che in questi mesi hanno usato i mezzi di informazione per diramare storielle inventate e/o create ad arte per scopi che conosciamo.
Sappiano che qualcuno, oggi, vigila perché il futuro di questo canile possa diventare, e continuare ad essere, finalmente normale. Non permetteremo che questo luogo torni ad essere ostaggio e palestra di perversioni mentali, alimentate irresponsabilmente per uscire dal coro e provare ad esistere…
|
|
|
|
|