• novembre 2004
    PROGETTO RIETI
    Ezio & Betty
    LA NASCITA
    Nata in modo casuale, come incontro virtuale di due mondi simili eppure apparentemente così lontani, come supporto puramente morale nei momenti difficili e come scambio di esperienze ed arricchimento reciproco, la nostra collaborazione non poteva limitarsi ancora a lungo ad un semplice scambio di mail.
    E’ così raro incontrare nella vita qualcuno che ha i tuoi stessi obiettivi, qualcuno che ha il tuo stesso modo di amare gli animali e di cercare di offrire loro ciò che meritano, nel miglior modo possibile e per il maggior tempo possibile... è così raro che arriva per forza il momento in cui capisci che se da solo puoi fare cento, insieme si può fare almeno trecento...
    Così nasce il PROGETTO ...
    IL MOTIVO
    L’obiettivo del Rifugio è sempre stato quello di offrire una buona vita ai cani più anziani, malati e disperati dei canili, i “nonni” senza speranza di adozione, quelli che nessuno vorrebbe mai o quelli che qualcuno vorrebbe salvare ma non avrebbe possibilità oggettive di farlo... quelli che dopo una vita di sofferenze e ormai nessuna prospettiva di riscatto, meritano davvero di vivere anche solo l’ultimo giorno della loro vita FELICI.
    Da qualche mese l’obiettivo del Rifugio si è focalizzato sul CANILE DI RIETI dove esiste una situazione estrema: unica struttura in tutta la provincia, realizzata con materiali di recupero che nell’arco degli anni si sono attorcigliati su sé stessi nascondendo e stritolando un numero di cani assolutamente indefinibile (ufficialmente 700), nascosti in meandri che solo chi lavora lì dentro può conoscere, spazi microscopici creati con l’insana intenzione di “proteggere” dal resto del mondo queste creature isolandole completamente e privandole di ogni stimolo per tutta la vita… cani nati e vissuti lì dentro per anni… 7, 8, 10, 12 anni…
    Cani con sguardi assolutamente vuoti che solo con uno spirito di sopravvivenza indescrivibile sono riusciti ad arrivare fino ad oggi, cani con pelli di cuoio e completamente glabri per rogna mai curata, cani impazziti che ruotano su sé stessi per non essere mai usciti da box di nemmeno 2 metri quadrati, cani che vedendo l’erba per la prima volta nella loro vita ne ingoiano fino a strozzarsi e ci si sdraiano sopra godendo di sensazioni mai provate, cani a cui qualcuno ha tolto il diritto di vivere e troppo spesso anche la voglia.
    Fino al 15 gennaio di quest’anno, giorno in cui Betty ha deciso di mettere piede lì dentro, questo posto era praticamente sconosciuto… budello di una provincia povera di ogni ideale, popolata da cacciatori, tartufari e pastori aridi nell’anima… quasi nessuno vuole un cane se non per farlo “lavorare” e qui dentro sono rinchiusi i migliori esemplari di “sfaticati”: segugi, bracchi, setter, breton, spinoni, pastori tedeschi, maremmani, o “semplici” meticci con la sola colpa di non aver accettato imposizioni e di aver tentato di fare i “cani” piuttosto che gli “attrezzi da lavoro”.
    O semplicemente cani figli del canile (sì, avete capito bene: NATI in canile) o cani rifiutati classicamente da famigliole stanche del giocattolino… Insomma… CANI… centinaia di occhi che nessuno ha mai voluto guardare o salvare. Fino a gennaio.
    L’istinto è stato quello di urlare fino a farsi mancare la voce, di denunciare, di spaccare tutto, di aprire i cancelli, di uccidere chiunque avesse permesso la creazione e la sussistenza di un posto come quello… ma niente di tutto questo avrebbe salvato quelle anime…
    E’ troppo facile indignarsi platealmente sentendone parlare, o nei cinque minuti in cui si riesce a reggere la visione di quell’inferno, e poi tornare alle proprie vite come al risveglio da un incubo che la luce del giorno fa svanire, lontano da qui… facile pulirsi le coscienze ricordandosi di loro in una giornata noiosa o al ritorno dalle ferie, stando seduti su una comoda poltrona ed usando il proprio tempo “libero” per parlare, scrivere, chiacchierare, giudicare o fare squallide gare di “bravura”.
    Più difficile è cercare di capire PERCHE’ si è arrivati a questo, penetrare nell’anima vuota e cruda di questa gente e scavare per trovare un briciolo di cuore indurito e ammuffito che a volte esiste ancora, analizzare QUESTA situazione senza generalizzare, e soprattutto PROPORRE UNA SOLUZIONE, un’alternativa, perché di questo hanno bisogno quei cani: di un’alternativa che consenta soprattutto a quelli che purtroppo sono destinati a morire qui dentro, di passare il resto dei loro giorni dignitosamente.
    Ancora più difficile mettere in secondo piano il proprio nome ed entrare a far parte di quel popolo di anonimi che non sentono il bisogno di far sapere al mondo che esistono, che non cercano consensi plateali, ma che in modo semplice, consapevole e umile hanno fatto una scelta: aiutarli. Ogni minuto. Ogni giorno. Sempre.
    Impossibile, purtroppo, pretendere che qualcuno con una bacchetta magica riesca a stravolgere questa realtà da un giorno all’altro. E’ inutile tentare di spiegare, così come è inutile tentare di immaginare: solo accettando di immergersi in questa melma si può arrivare a capire quanto qui sia distorto il concetto di “civiltà” nel suo significato più ampio.
    In questi mesi sono stati fatti molti passi avanti e molti passi indietro, c’è stata una lentissima presa di coscienza da parte delle istituzioni e di coloro che per anni si sono lasciati sopraffare dall’indifferenza, dall’ignoranza o, più semplicemente, dalla mentalità corrente. Lenta, forse sì, se si considerano nove mesi in senso assoluto... ma non se paragonati a circa quindici anni di completo oblio.
    Qualcosa si è mosso... è solo l’inizio di un percorso che doveva già essere avviato da tempo, ma è davvero importante che finalmente qui, in questo posto, qualcuno cominci a ricordarsi di avere una coscienza.

    NESSUNA ILLUSIONE : qui, nel canile di Rieti, si lavora ancora in estrema EMERGENZA , ma ora la SPERANZA è tangibile. Così tangibile da credere fermamente, nonostante tutto l'ORRORE a cui questi cani sono ancora sottoposti, che le cose stiano cambiando davvero e che il nostro PROGETTO possa essere un aiuto almeno per i più bisognosi in questo momento, senza smettere di lottare affinché le cose migliorino PER TUTTI nel più breve tempo possibile.
    IL PROGETTO
    Attualmente il PROGETTO si articola su vari livelli, che richiedono la nostra presenza in canile:
    - Scelta dei futuri componenti della grande famiglia del Rifugio, da prendere in canile e portare definitivamente A CASA. Da maggio ad oggi (ottobre) sono arrivati Gioia, Benny, Memory, Lea, Bartolo, Mina, Olmo, Merlino, Hope, Sole, Spiga e Serse. Purtroppo Hope è rimasta con noi solo pochi giorni: tumori diffusi ovunque l’hanno portata via prima che potesse finalmente godere un po’ di libertà dopo sei anni e mezzo di canile...
    Nella pagina delle NEWS potrete rivivere con noi il momento del loro arrivo e nella pagina SCHEDE CANI potrete conoscerli meglio.
    - Prelievo dei cani “a rischio” per diversi motivi (aggressioni, infezioni o malattie non curabili in canile, interventi urgenti, problemi psicologici di vario tipo, ecc. ecc.) con l’obiettivo di farli ristabilire ed ospitarli temporaneamente al Rifugio in attesa di adozione. Sempre da maggio ad oggi sono passati dal Rifugio Crostino, Sonny, Demo, Brando, Flash, Debby, Spino e Fusillo. Anche Crostino ci ha lasciati, colpito da una forma virale acuta di gastroenterite quando ormai si era completamente ristabilito dall’incidente che gli aveva provocato la fuoriuscita della testa del femore dalla sede.
    Sonny, Demo e Brando hanno trovato splendide adozioni, Flash e Debby stanno ancora aspettando di trovare la loro casa definitiva, Spino e Fusillo sono in degenza: Spino ha qualche annetto sulle spalle, una forte rogna diffusa, un grave dimagramento (per fortuna è negativo alla leishmania!!!) e una cheratite ad uno stadio elevato mentre Fusillo aveva subito una grave aggressione da parte di altri cani, sotto gli occhi impotenti degli operai.
    - Monitoraggio settimanale sul posto e somministrazione di cure e terapie in canile a chi ne ha necessità ma non ha i requisiti per essere definito “emergenza” (casi di rogna, dermatiti, otiti, ferite e infezioni lievi, infestazioni da parassiti, tosatura, ecc.). Negli ultimi due mesi abbiamo trattato per rogna, infestazione da zecche e per infezioni e ferite varie in tutto circa sessanta cani.
    Inoltre:
    - ci occupiamo di cercare adozione per altri sfortunati del canile e li portiamo personalmente a destinazione; finora hanno trovato adozione (o ospitalità in attesa di adozione) Lucy, Terremotino, Biscottina, Nerina, Rachel, Gigia, Topona, Asja, Peggy, Sue, Macchia, Sunny, Piuma, Quarantadue, Topina e Pachino oltre a diversi cuccioletti.
    - Siamo in contatto costante con le istituzioni, i proprietari del canile e tutte le persone che in qualche modo hanno in mano il destino di questo posto, affinché al più presto venga realizzata la nuova struttura in cui i cani possano vivere, purtroppo, sicuramente infelici (una gabbia è sempre una gabbia e un canile è sempre un canile), ma almeno in modo dignitoso e sano.
    LE NOSTRE REGOLE
    Abbiamo dei principi comuni che sono alla base del PROGETTO oltre che del nostro modo di vivere quotidiano. Lontani anni luce dall’idea di sentirci perfetti e infallibili, cerchiamo semplicemente di fare del nostro meglio, convinti che questi cani non abbiano bisogno di parole, ma di fatti. Dopo alcuni “incidenti di percorso” e numerosi “errori di valutazione” nell’ambito di rapporti iniziati e fortunatamente conclusi o rafforzati, siamo sempre più convinti di aver scelto la strada giusta: non “l’unica” giusta, ovviamente, ma quella giusta per noi... quella che ci fa addormentare sfiniti a notte inoltrata con l’angoscia di non aver fatto abbastanza, ma anche quella che ci fa svegliare la mattina presto con la voglia di andare avanti e di non mollare. Queste sono le nostre scelte e le nostre regole:
    IL RISPETTO . Prima di tutto il rispetto per la vita dei cani, cercando di insinuarne il significato in chi, per “tradizione”, non l’ha mai avuto. Poi il rispetto per le persone, perché solo attraverso il dialogo si può tentare di far valere le proprie ragioni. E infine, ma non meno importante, il rispetto delle leggi e delle regole. Perché è innegabile che esistano leggi e regole sbagliate, ma non è infrangendo le regole che si possono cambiare le cose: semmai bisogna cercare di cambiare le regole, dimostrando che quelle esistenti sono sbagliate.
    LA QUALITA’ . Abbiamo forse un piccolo pregio in mezzo a tanti difetti: quello di renderci conto dei nostri limiti cercando di non oltrepassarli. Vorremmo tanto poter riuscire a salvare tutti i cani del canile, ma... siamo umani!!! Ci piacerebbe tanto poterne tirare fuori un numero enorme ogni volta con la certezza che qualche angelo custode riesca a metterli in salvo tutti insieme, senza mai perdere le tracce di nessuno, fino alla fine dei loro giorni ma... se proprio dobbiamo credere in qualcuno, preferiamo far parte della schiera di accoliti di San Tommaso.
    Proprio per lo spirito che da sedici anni guida il Rifugio, non riusciremmo a tirare fuori dal canile neanche un solo cane senza avere la certezza che possa condurre una buona vita, e l’unico modo per avere questa certezza è poterlo “seguire” personalmente. Non riusciremmo a pensare di aver salvato venti, cinquanta o cento cani se ci fosse il dubbio di non poter avere più notizie anche solo di una piccola parte di loro.
    Per questo non ci interessa la “quantità” di cani che riusciamo a far uscire dal canile, ma la “qualità” della vita che riusciamo ad offrire ad OGNI cane che facciamo uscire, sia che resti con noi, sia che venga adottato da persone con cui abbiamo la possibilità di mantenere contatti.
    LA COSTANZA . Sembra impossibile sperare quando si vive quotidianamente in mezzo alla sofferenza di queste anime indifese ed abbandonate a sé stesse, ma non possiamo permetterci debolezze: loro hanno il diritto di cominciare a vivere e noi dobbiamo essere la loro voce. Mentre ci affanniamo a pensare a molti di loro singolarmente, nei limiti delle nostre possibilità, non possiamo perdere di vista quello che è l’obiettivo principale: dignità per tutti. Per quelli che ora sono costretti a vivere e a mangiare in mezzo ai loro escrementi, a condividere spazi incredibilmente angusti e sovraffollati, a sopportare malattie curate da nessuno... Per un cambiamento così radicale ci vuole tempo: non c’è lentezza nel perseguire un obiettivo come questo, non c’è abbastanza gioia nel portarne fuori tanti oggi lasciando tutti gli altri in quell’inferno domani e per sempre, non abbiamo ancora incontrato nessuno disposto, oltre che a tirarli fuori, ad entrare là dentro con quelli che rimangono, facendosi impregnare la pelle di quell’odore indelebile e nauseabondo.
    I lavori sono cominciati ma la realizzazione della nuova struttura non è il traguardo: è solo la base, purtroppo, indispensabile per iniziare da zero. Noi ci siamo adesso ma ci saremo anche, e soprattutto, dopo: perché dovrà arrivare il giorno in cui il lungo e oscuro passato di questo posto diventerà davvero solo un brutto ricordo da cancellare.
    Mai più passi indietro. Questa è la nostra promessa a loro.
    PER CONCLUDERE…
    Abbiamo una lunga strada da percorrere, sicuramente non facile... ma ci basta guardare negli occhi ognuno dei nostri nuovi ospiti per capire che ne vale davvero la pena.
    Non riteniamo opportuno perderci in lunghe e drammatiche descrizioni: la realtà è già abbastanza pesante, senza dover tentare di peggiorarla con le parole e poi, come già scritto sulla pagina iniziale del sito, “niente storie tristi... quelle sono alle spalle”.
    Pazzi? Presuntuosi? Sognatori? Illusi?

    Venite a trovarci, guardate anche voi questi occhi, e capirete...
    GIOIA & BENNY
    OLMO & MERLINO
    LEA & MEMORY
    BARTOLO & MINA
    SOLE & SPIGA
    SERSE