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Come Aiutarci

Un tempo Ulmino era una realtà autosufficiente che si reggeva unicamente sulle nostre risorse e quelle (sic!) dei nostri genitori a fine mese quando proprio non si arrivava… Siamo sempre stati attenti a non superare i nostri limiti ma… quel 15 gennaio 2004 ha cambiato per sempre le nostre vite.

Entrare in un canile dove sei circondato da centinaia di anime e occhi che chiedono aiuto ti fa perdere del tutto la razionalità. Solo DOPO ti rendi conto che non basta più tirare fuori un cane dalla gabbia in cui ha trascorso la sua esistenza, dargli del buon cibo, un caldo riparo e prati su cui correre. Solo DOPO ti rendi conto che hai dovuto imparare tu a correre contro il tempo, a trovare cliniche disponibili a ricoverare casi estremi, a non pensare ma agire…

MENTRE eri lì non avevi il tempo per riflettere: dovevi solo correre. Scegliere in una frazione di secondo chi portare via e chi lasciare lì sperando di ritrovarlo la volta successiva…

Solo DOPO ti rendi conto di aver superato abbondantemente i tuoi limiti, ma indietro non si può tornare, ormai hai bruciato tutte le tue risorse e sconvolto per sempre i tuoi equilibri. Questo è ciò che è successo a noi entrando nel canile di Rieti.

A questo si è aggiunta una tragedia senza pari nella storia di Ulmino: nel settembre 2005, in contemporanea con il tentativo di sequestro del canile di Rieti, i nostri cani hanno cominciato a crollare… Due vittime prima di riuscire a capire cosa stesse succedendo, ed il responso della seconda autopsia fu drammatico: avvelenamento da organofosforici. Per sei interminabili mesi, prima a casa del Guardiano poi da Ulmino, ogni pochi giorni uno dei nostri cani mostrava i sintomi di quello che poi, a posteriori, è stato inquadrato come un lento e cronico avvelenamento attraverso il mangime (tra l’altro accuratamente scelto tra quelli di ottima qualità): cedimento del posteriore, bava, convulsioni… I primi due cani, Free il 21 settembre e Furia il 3 ottobre, morirono nel giro di due giorni dalla comparsa dei sintomi e dal ricovero, senza comprenderne le cause. Ci fu consigliato di far eseguire l’autopsia di Furia all’Università Veterinaria di Matelica. Fu così che nel viaggio programmato per portare il corpo di Furia a Matelica portammo con noi Luna, che aveva iniziato a mostrare i sintomi proprio la notte precedente. Fu una corsa all’impazzata contro la morte tra fiale di valium per placare le convulsioni e kilometri di strada interminabili… E fu solo la prima di numerose altre… Non sappiamo se qualcuno può immaginare la sensazione di alzarsi la mattina, andare dai propri cani con il terrore, scrutare ogni piccolo particolare, avere la macchina piena di valium e siringhe, percepire che un altro sta cominciando, mollare tutto, mettersi in macchina e correre correre correre, prima da Rieti poi da Rimini, a volte incontrandoci a metà strada, con neve e ghiaccio… Eravamo pervasi da una sensazione di impotenza e paura allo stato puro che non ci abbandonava un solo secondo. Dodici cani ricoverati, dodici salvati. Ma una spesa equivalente ad uno dei nostri stipendi di un anno intero per cui all’epoca fu necessario chiedere un prestito ancora non estinto.

Ecco… a volte, per quanto pensi di poter mantenere il controllo su tutto, succede qualcosa che per forza te lo fa perdere e non ti consente più di tentare di essere razionale. Succede… e indietro non si può tornare, ma anche se si potesse probabilmente non cambieremmo una virgola.

Oggi Ulmino, purtroppo, non è più una realtà autosufficiente: strascichi di un passato che comunque fa parte della nostra storia. E il tempo che passa fa invecchiare non solo noi, ma anche i nostri Ulmini, quindi crescono a dismisura le esigenze soprattutto sanitarie.

Un tempo un caro amico disse che eravamo dei tipi “un po’ denim, di quelli che non devono chiedere mai”. Beh… quel tempo è passato da un pezzo… e oggi Ulmino per sopravvivere ha bisogno di tutti VOI.

Donazioni

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- bonifico bancario

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Cibo, Medicinali Specifici

Per chi non ci conosce è necessario fornire alcune spiegazioni: i nostri cani hanno a disposizione crocchette 24 ore su 24. In questo modo, oltre ad eliminare uno dei principali motivi di litigio, diamo la possibilità ad ognuno di loro di mangiare con i propri tempi e in base alle proprie esigenze. Avendo molti cani anziani ed affetti da serie patologie, nonchè ancora alcuni dei reduci dell’intossicazione/avvelenamento del 2005 (quindi come minimo con i villi intestinali intaccati se non bruciati), non possiamo assolutamente permetterci di variare il mangime. Ovviamente per arrivare a scegliere il cibo adeguato abbiamo dovuto fare varie ricerche, a volte cambiare ditta o tipologia: deve essere un cibo adatto a cani anziani, malati, grandi e piccoli, alcuni sdentati, equilibrato e appetibile ma non troppo per non far prevalere la gola sulla quantità necessaria. Il nostro essere irremovibili sul tipo di crocchette da somministrare ai nostri cani potrebbe sembrare un po’ “snob”, ma vi assicuriamo che non lo è, anzi.

Quindi non offendetevi se non accettiamo cibo secco: lo facciamo per tutelare la salute dei nostri cani, e siamo certi che sia ciò che volete anche voi! Qualora ci venisse recapitato cibo secco diverso da quello che usiamo, siamo soliti girarlo a situazioni di persone con animali in difficoltà di cui siamo a conoscenza.

Quanto al cibo umido invece non siamo così autoritari: qualunque tipo di scatolette e salsicciotti è graditissimo! Li usiamo per alcuni cani che hanno bisogno di essere “riavviati”, per somministrare le terapie, per i vecchietti che proprio non ce la fanno con le crocchette.

Per i gatti accettiamo qualunque tipo di cibo, ma essendo pochi di norma riusciamo a sopperire comprandolo personalmente o tramite donazioni provenienti da collette alimentari realizzate dagli instancabili ragazzi di Animal Freedom di Rimini.

Anche per gli equidi di norma riusciamo a cavarcela sul posto acquistando i sacchi di mangime presso un centro agricolo locale; ne usiamo molto ovviamente nei mesi invernali come cibo principale e come supporto “goloso” nei mesi estivi quando la terra è comunque piena di prelibatezze per loro (erbetta fresca, fichi, ecc).

Per i medicinali il discorso è ovviamente un pochino complesso: ci sono medicinali che usiamo con regolarità, altri che ci servono in casi particolari.

I medicinali che usiamo più frequentemente sono per esempio:

Milteforan

allopurinolo

Enrox o Baytril

(elenco da completare)

Per la profilassi dei cani usiamo collari Scalibor nel periodo estivo, Drontal Plus contro i parassiti intestinali (almeno 3 trattamenti annuali) e Practic contro i parassiti esterni (almeno 6 trattamenti mensili da aprile a settembre); per i gatti usiamo vermifughi e antiparassitari senza particolari preferenze di marca; per gli equidi usiamo …..

Anche in questo caso però è necessario fornire un chiarimento: avendo molti animali e necessitando di grosse quantità di prodotti (sia medicinali che antiparassitari), abbiamo la possibilità di acquistarli con forti sconti e omaggi merce che una persona che acquista singole confezioni di solito non può ottenere.  Poichè le risorse economiche di tutti sono limitate ed è preferibile ottimizzarle, cerchiamo sempre di spiegare che per l’acquisto di questi prodotti preferiremmo donazioni in denaro: vorremmo far capire che non è per chissà quale strano segreto o per giocarci i soldi al casinò, ma a noi, tanto per fare un esempio, un collare Scalibor costa quasi la metà rispetto a chi ne compra uno solo e magari deve anche pagare le spese di spedizione… Troviamo assurdo sprecare così i soldi, quando con la stessa cifra noi ne possiamo acquistare due!

Quindi… non rifiutiamo sicuramente donazioni “materiali” di medicinali e prodotti per la profilassi (ovviamente concordate, è inutile che ci mandiate qualcosa che non usiamo da far rimanere nell’armadio fino alla scadenza…) ma viste le emergenze di tutti ovunque vorremmo che ognuno ottimizzasse al massimo il budget che ha a disposizione!