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Giovedi

Adottami subito
cani, Giovedi
Data di nascita: 2012
Sesso: Maschio
Sono Ulmino dal: 20-09-2014
Razza: Meticcio
Mantello: Bianco/marrone
Carattere: Giocherellone
Taglia: Media
Adottato da: Silvia e Nicola (dal 2015)
Adottabile: A distanza

la storia di Giovedì e di sua sorella Venerdì è un po' lunga... se vi và di leggerla, eccola qua! *** "stasera piango... piango la fine di un sogno di libertà e fratellanza... che sapevo bene sarebbe finito un giorno, ma mai avrei immaginato in questo modo, e così presto. è una storia un po' lunga, ma mi và di raccontarla, per chi ha voglia di leggerla... più o meno a novembre di due anni fa mi segnalano una mamma magrissima e ferita con 4 cuccioli in una zona boscata del territorio del mio comune, frequentata da cacciatori e contadini con orti nella prima parte pianeggiante. vado a vedere e incontro una di quelle anime che ti rimangono impresse nell'anima per la vita. in realtà non era il nostro primo incontro: negli anni passati, come un'apparizione, l'avevo incontrata diverse volte al seguito di alcuni cavalli che da quella zona salivano qui in montagna e gironzolavano intorno ai recinti dei miei cani... ma nemmeno il tempo di vederla che lei scompariva e più volte mi sono chiesta se fosse reale... lo era. era lì, di fronte a me, con i suoi 4 piccoli, appiccicata a una cavalla, il suo amore grande che non lasciava mai. Mercoledì. così l'aveva chiamata il proprietario della cavalla che le dava da mangiare quando andava nel suo casale. mi disse che da anni gironzolava lì intorno indisturbata, a lei interessava solo stare con la sua cavalla e fuggiva gli umani come la peste. ma tra me e lei scattò una scintilla... bastò così poco per intenderci, per lasciarsi sfiorare. lei era l'essenza della Libertà. l'inverno avanzava e anche la neve, dei suoi 4 piccoli 2 erano fragilini e "troppo" desiderosi di contatto umano, non sarebbero sopravvissuti. la terza era molto diversa da loro: uguale a sua madre, spirito libero nell'anima. il quarto un patatone adottabilissimo, ma il figlio del proprietario della cavalla ci si era affezionato e così lasciai mercoledì con i suoi figli che ora chiamerò giovedì e venerdì, e portai via gli altri due che trovarono splendide adozioni tramite il solito rifugio di seriate. ogni tanto trovavo cavalla, mamma e i 2 figli sulla strada del mio paese (evidentemente qui l'erba è più buona!!!) e pazientemente il proprietario della cavalla (il cui terreno era recintato ma i cacciatori aprivano il passo senza richiuderlo) veniva a riprendere l'allegro gruppetto e scendeva a piedi dalla montagna riportando tutti "a casa". passa l'inverno, ogni tanto passo a trovarli e a farmi qualche corsa nei prati con loro, ogni tanto li ritrovo vicino al mio orto e li riportiamo giù... chiedo al ragazzo di tenere monitorata mercoledì perchè prima che riandasse in calore l'avrei fatta sterilizzare... per parecchio tempo non riesco a tornare da loro e "ovviamente" mi avvisa della nuova cucciolata di mercoledì... e della sua sparizione. è giugno. con febbre e bronchite la cerco per giorni, trovo la sua cucciolata ormai sterminata dalla fame e dalle larve di mosca... una sola piccolina era ancora in vita seppure ricoperta di uova e larve di mosca... mercoledì non li avrebbe mai abbandonati, lei era una mamma speciale, addirittura pare che una delle sue prime cucciole non fosse sua ma che l'avesse "rubata" da qualche parte... prometto alla piccola che se fosse sopravvissuta non l'avrei mai lasciata. ma fu lei a lasciare me... come mercoledì... la cercai battendo ogni centimetro di quelle montagne, facendomi guidare dai suoi figli, sperando che mi portassero da lei, viva o morta. ogni attimo speravo di vederla apparire come quando veniva a trovare i miei cani con la cavalla, ma non la vidi mai più. rimasero giovedì e venerdì, purtroppo non furbi e schivi come lei, almeno non giovedì a cui però venerdì andava sempre dietro. e diverse volte li incontravo in mezzo alla salaria perchè seguivano le macchine dal bosco, quelle di chi magari gli lasciava un bocconcino o gli faceva una carezza, senza sapere che gli sarebbero andati dietro. e ogni volta battuta di caccia e blocco della statale per riuscire a prendere venerdì che non si faceva avvicinare, e poi riportarli "a casa loro"... sapevo che un giorno questo sogno sarebbe finito, ma speravo fra millemila anni e non così come è finito oggi. la scorsa settimana vado alla asl per altre cose e mi dicono "che dobbiamo fare col cane di micigliano che sta al sanitario?!?" e io cado dalle nuvole. e qua la cosa si complica... poche settimane prima una ragazza di terni di ritorno da san benedetto mi segnala due cani nell'area di un cantiere sulla salaria. c'è un semaforo dove si creano interminabili file la domenica. mi dice che ha provato a scendere e ad avvicinarli, che "la femmina, bianca e rossa si fa avvicinare, ma il maschio color miele no". e che dopo qualche tentativo si sono infrattati sulla scarpata. ricordo di averle chiesto più volte se era sicura che il cane bianco arancio fosse femmina e l'altro miele, proprio perchè avevo pensato subito a loro, anche se troppo lontani dalla zona in cui si muovevano. mi ribadisce di sì e quindi penso a una nuova coppia di cani da recuperare... esco la sera stessa a cercarli e non li trovo, passo da lì tutti i giorni, chiedo agli operai del cantiere, lascio il mio numero di telefono, ma diventano due fantasmi: mai visti nè da me nè da nessun altro. e così, quando la asl mi dice del cane al sanitario (che sinceramente ero convinta mi avessero detto che era femmina) penso subito a quei due segnalati e sto anche in pena per il "maschio" rimasto solo. il resto è storia recente: la figliadelvento in calore che recupero l'altro giorno sulla salaria (ovvero venerdì) e giovedì che non si trova. chiedo al ragazzo e mi dice che è sparito da una ventina di giorni ma che già l'aveva fatto altre volte forse per andare dietro ad altre cagne in calore (anche se mi sembra strano che lasci la sorella in calore per andare dietro ad altre, ma tutto può essere). e oggi, il mondo che crolla. vado al sanitario per vedere la fantomatica "cagnetta" accalappiata un mese fa e... vedo giovedì in gabbia. chiamo il ragazzo e gli dico "siamo alla resa dei conti, l'hanno accalappiato, è qui in una gabbia e finirà in canile. che vuoi fare?!?". e lui "beh sai... come faccio? se me lo intesto e se ne rivà sulla salaria chi se la piglia la responsabilità? e poi mio figlio ormai si è rassegnato... secondo me sta meglio lì". e chissà perchè non mi stupisco minimamente. e in un attimo svanisce per sempre l'illusione di poterli riportare entrambi nei loro boschi, insieme. lui non potrà più essere liberato, domani lo porteremo in pensione, in fondo è un canetto affettuosissimo che ama la compagnia umana e speriamo trovi presto casa. ma lei da sola non la potrò mai riportare là perchè è uno spirito libero ma non solitario... andrebbe sicuramente a cercare suo fratello o un altro compagno, e magari la prossima volta finirebbe davvero spiaccicata... e così appena rimessa dall'intervento accompagnerò Venerdì nell'unico posto che conosca dove potrà essere libera, ancora. Ulmino. CASA. una cagna di due anni, giovane, bella e sana, non è certo il prototipo di Ulmina... ma forse doveva andare così, forse è la chiusura di un cerchio. li proteggerò per te, Mercoledì, come ti ho promesso tanto tempo fa. e forse sia tu che io troveremo finalmente pace." *** e poi... l'inizio della nostra vita: e io non piango più... perchè ci sono legami che vanno oltre ogni logica e razionalità... non ce l'ho fatta a separarli, non ce l'ho proprio fatta... poco prima del viaggio con cui giovedì avrebbe dovuto raggiungere seriate mi sono scappati nel bosco... qualcuno direbbe che la psiche lavora anche "dietro le quinte"... sono riuscita a riprenderli e "reingabbiarli"... ma quell'immagine di loro tornati dopo poco (perchè non c'è niente da fare... mercoledì, madre, è dentro di me, e loro lo sanno), in cima al bosco che mi guardavano e giocavano di nuovo insieme come due elfi... che dire? benvenuti, Ulmini <3

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